Open Event
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Con il contributo di:

Fondazione Monte Dei Paschi

Sponsors e patrocinii:

provincia di arezzo

comune di monte san savino

 

Con il patrocinio di:

Regione Toscana

FAI

Collaborazioni:

Eurocasa Immobiliare
Agenzia Savinese
Hotel Domenico Sangallo
Outlet Village Valdichiana
Rist. La Terrasse
Rist. Il Cassero
Lodovichi Catering
Rist. Belvedere
Ass. Musicale DISCANTO
Ven. Confr. di Misericordia
Ass. Pallone Grosso
Ciccolato di Carlo
Sidis Jack
Sansovino Caffè
Caffè della Luna

NEWS

CONCLUSIONI PROGETTO TRIENNALE

Il progetto Open Event è stato realizzato in tre edizioni di Intercultura (2007 “Le isole della creatività”- 2008 “Le metamorfosi dell’anima” -2009 “Il viaggio dell’anima”). Intercultura significa dialogo, apertura di orizzonti, arricchimento reciproco. Questa l’idea cardine di Open Event. Intercultura significa anche interdisciplinarietà. Le tre edizioni hanno collegato tra loro forme artistiche e disciplinari diverse, filosofia, pittura, scultura,  teatro, cinema , musica,  poesia, archeologia, attorno a tre tematiche unificanti.

Il progetto triennale è stato ambientato a Monte S.Savino,  per l’accoglienza che in questi anni ci è stata riservata e per la gentilezza dei suoi abitanti. Ma anche per la bellezza che traspira dalla sua storia e dalle tracce lasciate da chi vi ha vissuto ed operato. Una bellezza che si percepisce nell’arte dei suoi palazzi e monumenti, dei suoi borghi e delle sue vie. Open Event ha avuto il privilegio di poter partecipare all’anima di questi luoghi intrisi di tanta arte e bellezza, sedi di magnificenze etrusche, medioevali e rinascimentali, di cui ne portano tuttora il segno. Oggi viviamo in un’epoca poverissima di arte, di bellezza, ma anche di sentimenti e pensieri profondi. E’ evidente infatti,  il forte contrasto che esiste tra lo splendore delle antichi capolavori che ci attorniano e che ancora oggi ci stupiscono e la povertà artistica, creativa e spirituale dalla quale è afflitta la contemporaneità. Forse bisognerebbe risvegliare quella sensibilità, risvegliare l’uomo dal suo sonno profondo, come già ammoniva il sommo filosofo Eraclito, iniziando a mettere più arte e pensiero nelle nostre vite, valorizzando il ricchissimo patrimonio storico culturale affidatoci dagli antichi Maestri. Questo è il motivo per cui abbiamo scelto di parlare di “anima”. Per ricordare che l’interiorità dell’uomo non deve essere considerata solo sede di malessere, depressione e malattia, pur apparendo queste le uniche caratteristiche odierne che contraddistinguono la psicologia della nostra epoca, ma per ricordare che “anima” è anche qualcos’altro,  che ha sempre sede in noi stessi ma che abbiamo dimenticato. Aristotele affermava che “anima è tutte le cose” . Forse alla luce di questi tempi così privi di anima, ci accorgiamo che essa forse non è più tutte le cose, quanto piuttosto rappresenta quei valori che siamo portati a tralasciare: la qualità delle cose, il senso della bellezza, il pensiero intuitivo,  il sentimento dell’arte, la nobiltà d’animo, la lealtà, la sincerità, l’innocenza.  In una parola “il pensiero del cuore”.

Questo deve farci riflettere e l’arte con il suo altissimo potenziale creativo e unitivo, proprio di tutti gli uomini, può aiutarci in tal senso. Essa è infatti superiore a qualsiasi scontro di civiltà o di ideologie, perché le civiltà e le ideologie passano ma le opere d’arte la maggior parte delle volte fortunatamente restano, a testimoniare e a ricordarci, nonostante tutto, l’esistenza della spiritualità  dell’essere umano.

update date: 25/07/2009



Open Event 2008 – Convegno: Le Metamorfosi dell’anima

Convegno-Tavola Rotonda - Domenica 13 Luglio 2008  -  Le Metamorfosi dell’anima” Incontro tra Arti,Filosofia e Spiritualità  - Il Convegno – Tavola Rotonda ha visto presenti i relatori: Massimo Carboni, Ivan Bargna, Monica Cioci,  Ikuko Sagiyama, Juan Baldan Gadea, Grazia Marchianò. Fausto Taiten Guareschi, Roberta Cappellini.   Sintesi dei Lavori L’intercultura è indubbiamente una questione antica e complessa, cui ci pone di fronte anche  la nostra realtà quotidiana. Essa costituisce oggi una precisa necessità di convivenza, davanti alle terribili lacerazioni che devastano il mondo ed alla possibilità di autodistruzione dell’umanità, un imperativo urgente volto a trovare una strada intermedia tra il monoculturalismo di stampo colonialista, ossia la credenza nell’incontestabile validità e superiorità di una singola cultura sulle altre e l’estremo opposto, ossia l’idea dell’incomunicabilità tra le diverse culture,  una condanna all’apartheid ed al conflitto al fine di preservare le rispettive identità. L’Intercultura può costituire la via intermedia tra queste due posizioni assolute ed i connessi rischi di assimilazione o ghettizzazione, per giungere piuttosto ad un’ intercomprensione che possa trasformarsi, non senza difficoltà, in una maggior conoscenza e valorizzazione delle reciproche tradizioni ed appartenenze e di conseguenza  in una modalità di convivenza possibile (Panikkar). L’ idea di pace vi é sottesa come  continua  tensione a ricomporre forze opposte o diverse in equivalenti forme di equilibrio dinamico. Indubbiamente una sfida difficile, piena di rischi, ma ineludibile.   Posta una doverosa distinzione di fondo tra dialogo autentico e retorica del dialogo (imperante), nella considerazione delle tragiche difficoltà che esso comporta nella nostra attuale epoca storica, la “prospettiva interdialogale”  richiede necessariamente di partire dal piccolo, ossia da un minimo comune denominatore di interculturalità : un incontro tra esperienze culturali diverse, sulla base di una possibile comunicazione, attraverso ”il dialogo dialogico” interpersonale, incentrato sulle specifiche testimonianze.  In tal senso infatti  il dialogo è connaturale all’uomo corrispondendo a quella spinta a oltrepassare  il proprio limite, indagando al di là di se stessi, oltre i confini di ciò che è noto, facendo leva sul desiderio di conoscenza insito nella natura umana. Un avvio dialogico che, all’indomani dei fallimentari tentativi politici, idealmente ci si augurerebbe ripartire da posizioni di pari dignità, poiché ogni popolo possiede in effetti una propria tradizione ed ognuna di queste è costituita da un deposito sapienziale, da una secolare esperienza di vita e di pensiero e da una conseguente forma di saggezza, ricchezze purtroppo di norma occultate dai noti e ricorrenti  scempii storici o strumentalizzate dai poteri costituiti. Si tratta pertanto di riazzerare, mettendosi umilmente  in gioco, ripartendo da se stessi, non solo attraverso una disincantata autocritica relativa alla propria storia, tradizione e cultura, ma anche con il coraggio di  aprirsi ad altri orizzonti e di superare dei confini, ossia i propri limiti identitari, le proprie certezze e resistenze inconsce, spinti da  una urgente ricerca relativa alle  proprie radici spirituali. Un’immagine archetipale: il mito delle Simplegadi (le rocce cozzanti ) indica all’uomo dall’alba dei tempi, quel difficile e pericoloso passaggio costituito dall’attraversamento di uno stretto, ossia di un territorio irto di scogli e pericoli che porta con sé insieme alla possibilità di superamento, anche il rischio di uscirne distrutti. Solo superando tale punto critico pertanto, accettando cioè un’inevitabile pars destruens, potrà forse  compiersi la trasformazione d’ordine profondo.  Il punto di partenza di tale percorso  riguarda in primo luogo l’essere singolo, ognuno di noi e la propria personale  tras-gressione. Per pensare in termini di interculturalità o inter-arte,  è infatti necessario in primo luogo “trasgredire” , come indica l’antica etimologia latina (trans-gredior), prepararsi cioè ad un  attraversamento con tutti i pericoli e le insidie del caso, ossia della propria cultura e visione del mondo, quella visione nella quale viviamo immersi e di cui possiamo divenire consapevoli solo davanti ad un confronto aperto con la diversità rappresentata da un’altra cultura o visione del mondo. Alla luce di questo ci si interroga sullo stato attuale delle arti per verificare se esse possano costituire nel nostro mondo attuale lo strumento idoneo a  svolgere un ruolo primario di tipo cognitivo trasformativo, o se invece il pensiero novecentesco del disincanto e del sospetto ne abbiano decretato l’irreversibile  fine. In tal caso ci sarebbe da chiedersi perché. Non può infatti esistere arte senza un interlocutore o fruitore adeguato. In particolare oggi , epoca in cui prevalgono l’informazione di massa, la curiosità superficiale ed il rapido fluire emotivo,  più che l’attenzione autentica, l’uomo  pur accusando un malessere d’ordine profondo, mostra di non saper oltrepassare la patina di superficie, in quanto non più capace di concentrazione, meditazione, contemplazione, ossia di attività dell’anima . Al massimo eccede in analisi introspettiva. Ma può esistere arte senza l’esercizio di tali facoltà ? Può esistere oggi  uno spazio per l’arte che non sia mero esercizio virtuoso o “spettacolare”?  Perduto da parte dell’uomo il contatto con le radici, con il “radicamento terrestre”, ma al contempo con la volta celeste,  a  quale arte dovremo oggi  fare riferimento in merito alla questione interculturale,  dopo la morte annunciata del pensiero novecentesco?  All’ arte dissacrante o forse “sacra”, a quella  qualunque o a quella colonizzata, strumentalizzata o mercificata, all’arte erosa nel tentativo di rendersi ponte,  forse all’avanguardia radicale dell’antiarte o addirittura alla parodia ? Senza pretesa di entrare in merito al dibattito artistico nello specifico, va comunque necessariamente  tenuto presente il riferimento imprescindibile riguardante “la morte dell’arte” a partire dalla diagnosi hegeliana, attualizzabile  in senso  corrispondente allo sguardo dell’uomo nel pensiero contemporaneo, sguardo che non riesce più ad entrare in profondità, essendo ridotto al livello psicologico ingabbiato nei suoi impotenti e tragici giochi di proiezioni, nutrito da banali clichès e dubbi estetismi, da immagini shockanti e non più  dai fecondi abissi della ormai disconosciuta dimensione mitico-immaginativa.   Maestre rimangono sempre in tal senso le antiche tradizioni di Oriente e di Occidente quando, pur nei debiti distinguo, rintracciavano fondamentalmente  nello stesso “stupore abissale” l’origine del pensiero dell’uomo e della sua ricerca della verità, attraverso un’esperienza che parlava contemporaneamente alla mente ed al cuore, cioè alla totalità della persona. Quella stessa “persona” vittima in Occidente dei propri tragici dualismi oppositivi. Davanti a tale deriva, comprendere in senso completo e profondo verrebbe pertanto a corrispondere ad una vera e propria “pratica dell’anima”, nel momento in cui questa si rivelasse sensibile ad una diversa simbolica, secondo  un superamento dell’esclusivo atteggiamento mentale concettuale di tipo prensile, acquisitivo, tipico della monocultura occidentale, lasciandosi piuttosto attraversare dai plurimi e diversi linguaggi artistici che, in quanto simbolici, sarebbero in grado di penetrare e di risuonare in senso olistico, offrendo un’autentica comunicazione in senso pluri- inter-culturale e,  in quanto tale,  potenzialmente trasformativa.  In tale prospettiva resta senz’altro magistrale la lezione di Heidegger, o di Adorno, relative alla speranza, ossia alla possibilità di un’arte rigenerabile attraverso un cambiamento dello sguardo da parte dell’uomo, nel passaggio dalla “cecità del godimento estetico” alla profondità e forza di quello contemplativo.  In ogni uomo vi è infatti uno stato primordiale, gratuito, non dipendente dalla nostra volontà, né calcolato, né premeditato,  che sorge spontaneo dal silenzio profondo, dove risiede la capacità di entrare in relazione vera e “innocente”con le cose e di rigenerare.  Senza “un cuore puro”, come afferma Panikkar, l’uomo infatti non è più in grado di “pensare” veramente, ossia, come ci indica l’etimologia latina, di soppesare  ogni cosa per trovarne la giusta collocazione nell’universo. Tale processo richiede pertanto un cambiamento prima di tutto antropologico, a partire da se stessi e dal recupero della terza dimensione: quella spirituale. E’ necessario spiritualizzarci per riumanizzarci, attraverso un radicale cambiamento interiore, una metamorfosi dell’anima.   Senza una certa fiducia nell’invisibile, senza una dimensione pacifica ed un attitudine spirituale, senza scoprirsi divino, l’essere umano non può sopravvivere. “ (Panikkar)  

 

update date: 25/02/2009



BAMBINI BIRMANI

BAMBINI BIRMANI Anche quest’anno l’Associazione Open Event si fa promotrice di una  raccolta fondi a favore del Progetto ABC Burmese Children Association (Onlus), relativo all’orfanotrofio di Sittwe, capoluogo dell’Arakan, in Birmania, al quale è possibile destinare un’offerta o il 5 per mille dei propri redditi. www.abc-bambinibirmani.it      info@abc-bambinibirmani.itTel.035 3051563 – Fax 035 683444   

update date: 06/02/2009



La geologa Antonella Colica

Accompagnerà la passeggiata filosofica del Prof.Duccio Demetrio la geologa D.ssa Antonella Colica, proponendo in tale percorso una narrazione sulla genesi delle formazioni geologiche presenti nell’area  e sulle forze endogene che le hanno messe in posto; ed inoltre un’analisi dell’evoluzione che ha determinato il passaggio da rocce sterili ad un suolo fertile, con una breve descrizione degli agenti esogeni che hanno modellato il territorio. La camminata notturna condurrà  ad una interpretazione particolare del significato dell’incisione rupestre presente sul Sasso delle Fate 

 

update date: 06/09/2008



Il pittore Sergio Borella

 A Firenze dal 5 al 15 settembre si terrà una personale del pittore Sergio Borella, presso il Palazzo Panciatichi, in Via Cavour n.4. La Mostra è sponsorizzata dalla Regione Toscana

update date: 23/06/2008



Il pittore Giuseppe Billoni a Firenze

Il pittore Giuseppe Billoni a Firenze


 
Dal 7 giugno al 19 settembre 2008 presso l'Hotel Ristotheatre a Firenze si terrà la mostra personale del pittore Giuseppe Billoni:"Ai confini del mondo", a cura del critico Carlo Franza. http://www.equilibriarte.org/eqmember/116 

update date: 06/06/2008



L’Orientalista Grazia Marchianò a Pietrarubbia

Sabato 7 giugno 2008 a Pietrarubbia nel Monfeltro, si terrà una giornata di studio sul tema “La tradizione spirituale in Italia, Zolla ritrovato”, coordinata da Grazia Marchianò curatrice del volume di Elemire Zolla “Conoscenza religiosa, Scritti 1969-1983” WWW.GRANDEALBEROTURISMO.IT INFO@GRANDEALBEROTURISMO.IT 

update date: 06/06/2008



Progetto Birmania

 

L’attenzione di Open Event è rivolta quest’anno ai bambini orfani birmani ed al Progetto ABC Burmese Children Association (Onlus), relativo alla costruzione di un orfanotrofio a Sittwe, capoluogo dell’Arakan, al quale è possibile destinare un’offerta o il 5 per mille dei propri redditi. www.abc-bambinibirmani.it      info@abc-bambinibirmani.itTel.035 3051563 – Fax 035 683444  

update date: 03/06/2008



Inaugurazione Mostra di Jean Duminy

L’Architetto Jean Duminy terrà una Mostra dei suoi Acquarelli  Mercoledì 11 Giugno 2008 presso la Galerie Art Present Espose, 79 Rue Quincampoix-Parigi 

 

update date: 30/05/2008



Firenze - Conferenza Stampa

Giovedì 29 Maggio 2008 a Firenze nella prestigiosa sede della Banca Monte dei Paschi di Siena è stata presentata la seconda edizione della manifestazione interculturale Open Event, che quest'anno si svolgerà nelle città di Arezzo, Siena, Cortona, Montepulciano e Monte San Savino. Il Direttore Musicale Francesco Attesti ha presentato il ricco programma dei concerti di musica classica,contemporanea, organistica, jazz, etnica. Il Maestro Yehudi Wyner ha descritto la genesi di “Chiavi in mano”, il concerto per pianoforte e orchestra che verrà presentato in prima nazionale con l'Orchestra Filarmonica da Camera di Praga condotta da Susan Davenny Wyner. Il Direttore delle Mostre Giuseppe Billoni ha fatto riferimento alle mostre di pittura, scultura e fotografia, curate dal critico Carlo Micheli, che vedranno la partecipazione di artisti nazionali e internazionali. La Presidente Roberta Cappellini ha presentato il convegno interculturale “Le Metamorfosi dell'Anima”, momento privilegiato dell'incontro tra le arti presenti ed il pensiero, condotto da Grazia Marchianò. Ed ancora lo spettacolo ispirato al Teatro No con Monique Arnaud e le regia di Claudio Longhi e la lettura "Dialogo ideale fra Ghandi e Einstein" di Carlo Rivolta. Si ringraziano gli sponsors principali: la Fondazione e la Banca Monte dei Paschi, la provincia di Arezzo e il Comune di Monte San Savino, gli enti patrocinanti e gli sponsors locali che hanno permesso la realizzazione della manifestazione.  

update date: 06/02/2008



Presentazione Open Event 2007:Le Isole della creatività

Presentazione Open Event 2007:Le Isole della creatività C’è una domanda fondamentale che emerge e rimbalza evidente ad una prima lettura del testo “I Nuovi Sentimenti” di Marco Franzoso ed autori vari (edito da Marsilio,2006): Cosa intendiamo oggi quando parliamo di sentimenti e passioni?Accogliamo l’appassionato appello perchè crediamo esista oggi un bisogno fondamentale di interrogarsi attraverso un confronto generazionale, per fare il punto su come stiamo cambiando, ad iniziare dalla sfera emotivo-affettiva-relazionale, al fine di una maggior autoconsapevolezza , per affrontare le ineludibili sfide che i nostri tempi ci impongono. A tal fine le diverse espressioni dell’arte, della musica, delle lettere e le diverse culture, rappresentate nel nostro Convegno, al di là delle specifiche competenze, entrando piuttosto in relazione tra loro attorno ad una comune tematica come quella della creatività, attraverso i singoli linguaggi simbolici possono forse aiutarci a capire meglio, ad entrare maggiormente in noi stessi e, dandoci l’occasione di specchiarci in esse, restituirci specularmente l’immagine della nostra trasformazione in atto. Poiché ciò che conta in qualsiasi forma artistica è l’aspetto autentico, profondo, veritativo. Motivo sufficiente questo per pensare in termini di interarte ed intercultura. Ma in primo luogo bisognerà chiedersi da cosa un momento d’incontro tra arti visive, musicali, poetiche e scienze filosofiche sia reso possibile e secondariamente come possa divenire comunicativo. Partiamo allora dalla considerazione che esistono diversi livelli di pensiero, da quello logico elaborativo a quello connettivo relazionale. Il pensiero infatti non solo analizza, separa ed approfondisce, ma anche connette, riunisce, accomuna, scopre, inventa ed intuisce. Questa seconda modalità utilizza l’immaginazione, l’emozione, il sentimento, secondo un approccio di tipo estetico-esperienziale, secondo l’intelligenza emotiva, valorizzata peraltro dalle più recenti ed aggiornate teorie psicologiche. Porci pertanto nello spazio intermedio del Tra, dell’Inter , tra arti, discipline e culture diverse, tra specialisti e non , a riflettere ma anche a contemplare le forme di questa facoltà dell’anima, quella dell’Arte, totalmente calati con il corpo e con lo spirito in un contesto di “città d’arte”, ma anche attorniati da una costellazione di opere pittoriche e musicali della contemporaneità, tra tradizione ed innovazione, può aiutarci a pensare e a parlare di “filosofia dell’arte” o fors’anche di “filosofia dell’anima” ai fini di una maggiore autocomprensione attraverso un’esperienza olistica, coinvolgente corpo, mente, sensi e spirito. Analogamente ad un viaggio all’interno di noi stessi. E’ questo spazio intermedio, questo “tra”, ancora terra di nessuno, il protagonista del nostro incontro interculturale a favore dell’interrrelazione, per appurare in primo luogo se le isole della creatività debbano rimanere tali per esprimere arte, o se possano in qualche modo entrare in relazione, se la contaminazione cioè porti con sé il rischio di una diminuzione di identità o se possa diventare modalità feconda. Allora come relazionare forme artistiche, ma anche visioni del mondo diverse tra loro? Come, se ogni forma in sé è unica? Il termine “dialogo” nell’ etimologia greca indica l’approccio all’altro da sé, approccio di tipo “imparativo” lontano dalla dialettica, in quanto basato su una sintesi aperta fondata sul principio di non esclusione tra sé e l’altro, tra il medesimo ed il diverso. Dialogo pertanto tra mito e logos, tra teoria e prassi, tra scienza e saggezza, tra corpo ed anima, tra ragione e sentimento, mantenendo aperte le polarità duali in continua relazione vitale tra loro, secondo relazione aduale, cioè nè contrappositiva, né assimilativa. Afferma il filosofo Raimon Panikkar:” Il vero dialogo non risiede in ciò che dico io, né in ciò che dice l’altro, ma in ciò che accade nel dialogo (al di là di noi), di cui né io né l’altro abbiamo una conoscenza premeditata e su cui non abbiamo alcun potere.” Svolgimento dei LavoriIl Convegno di Sabato 30 Giugno 2007 “Le isole della creatività” si è aperto con un Caffè Letterario che ha visto presenti il filosofo Gabriele La Porta, lo scrittore Marco Franzoso ed il compositore musicale Yehudi Wyner (Premio Pulitzer 2006). L’argomento del libro “I nuovi sentimenti” curato da Marco Franzoso e Romolo Bugaro, scritto da quindici autori, ha rappresentato l’introduzione alla tematica del Convegno con una riflessione aperta sul cambiamento generazionale in atto, relativo ai sentimenti, ai rapporti e comportamenti affettivi ed al disagio comunicativo attuale. L’amore, il desiderio, il dolore sono ancora uguali ai sentimenti di cui parlavano i nostri genitori, nonni o avi? Dobbiamo forse parlare di cambiamento strutturale del nostro modo di sentire e percepire? O di cambiamento apparente e quindi di persistenza di sentimenti universali al di là del tempo e dello spazio? Ed in entrambi i casi dove sarebbero rintracciabili le radici di questi sentimenti? In un passato da “conservare” o in un presente da realizzare senza alcun collegamento tradizionale?Se infatti alcuni aspetti relativi alle innovazioni tecnologiche hanno trasformato radicalmente il nostro modo di rapportarci al tempo ed allo spazio, essi hanno indubbiamente contribuito a cambiare anche il nostro modo di confrontarci con la storia, con il nostro prossimo e con noi stessi, dunque i nostri comportamenti, la nostra relazionalità e di conseguenza sentimentalità. Basti pensare ai modelli propostici dai media, alla loro forza condizionante e demolitiva ed ai bisogni straordinari e finti da essi indotti secondo il clichè del bello, ricco ed eternamente giovane, che sono diventati purtroppo criteri e sistemi di vita , in cui l’immagine perfetta, l’apparenza, il successo, il protagonismo ed il consumo veloce dei prodotti, così come delle relazioni umane, rappresentano ciò che conta non solo virtualmente ma anche nella realtà di tutti i giorni. Ma a ben guardare il disagio sociale diffuso soprattutto tra i giovani, evidenzia che ciò che si nasconde dietro tale parodia è una grande vacuità di pseudovalori, il vuoto, l’angoscia, il disorientamento di chi non riesce più a creare rapporti equilibrati e a trovare sufficiente fiducia in se stesso e di conseguenza nella vita. Si è persa infatti per converso, la capacità di sognare, di soffrire, di vivere autenticamente le passioni della vita, il senso della sacralità, della spiritualità, il senso del divino nelle relazioni, la capacità di entrare nei recessi del cuore, insieme a quella di riflettere sulle cose e sugli eventi, in quanto sospinti dal ritmo frenetico ed incalzante del sistema quotidiano. C’è da chiedersi a questo punto se esistano costanti valoriali atemporali o se ci troviamo a vivere in un’assoluta unità di disvalore. D’altro canto è doveroso fare attenzione alle generalizzazioni, distinguendo piuttosto tra le declinazioni storiche, culturali e personali degli aspetti emotivo-sentimentali dell’uomo ed il nucleo centrale dei grandi sentimenti, come la simpatia, la solidarietà, la gioia, la benevolenza, al di là dei tempi e delle singole culture dei soggetti. Ma da qualsiasi parte ci si guardi ciò che emerge indiscusso è indubbiamente il valore tout court, quale sostanziale necessità dell’uomo di tutti i tempi, in quanto costitutivo del suo orientamento e dei suoi parametri valutativi. Sta dunque agli uomini del presente crederci e trasmettere testimoniandolo tale senso valoriale laddove possibile, al di là delle sue molteplici e possibili forme contingenti, attraverso l’educazione, la formazione e la cura. Il Convegno del pomeriggio, condotto dal Prof.La Porta, si è aperto con le diverse testimonianze e relazioni relative alle scienze filosofiche (Ambesi, La Porta), iconografiche (Fornasari), poetico-musicali (Baladan), sociologiche (Cheli), psicopedagogiche (Rossi), quali occasioni di riflessione sulla creatività, per entrare maggiormente nella problematica posta dai Lavori della mattina.Iniziando con la simbologia del profondo si è sottolineata la capacità originaria dell’uomo, come testimoniato in campo artistico attraverso i secoli, relativa al suo potere intuitivo, immaginativo, visionario, in grado di elevarlo divinamente e calarlo nell’essenzialità dell’essere. Potente e libera facoltà a lungo osteggiata e condannata, riconosciuta come pericolosa “eresia” dai vari poteri storici, vilipesa e trascurata dalla moderna filosofia razionalistica, relegata all’ambito dell’insanità mentale dalla psichiatria. Ma mantenutasi infine sotterraneamente, secondo percorsi paralleli in alcune forme tradizionali e qui custodita come “pensiero del cuore”, in quella profonda parte dell’anima e del suo eterno femminino, ad ispirare artisti e poeti. Suo veicolo il simbolo ad indicare la via del Mistero e dell’analogia tra i regni del cosmo e le connotazioni dell’Arte.E’ nello slancio intuitivo, dalla divina follia dei Greci all’eroico furore bruniano, slancio peraltro comune a tutte le arti, ma indubbiamente atrofizzato nella nostra epoca contemporanea, che continua pertanto a risiedere la possibilità di connettersi alla dimensione numinosa o spirituale, al potere creativo, che è di tutti noi, al di là delle differenti modalità realizzative, rappresentando fondamentalmente la nostra arte di vivere. Vivere cioè con consapevolezza ed armonia i propri sentimenti, emozioni e mondi interiori. Compito davvero arduo in un periodo di transizione, di grandi conquiste tecnologiche, ma di crisi generalizzata e di profonda infelicità, nel transito tra un vecchio ed un nuovo mondo, davanti alle antiche rovine ed alle nuove sfide valoriali epocali, dove ognuno di noi è potenziale pioniere di nuovi territori e fruitore di una difficile libertà con la quale poter vivere nuovi scenari e nuove forme relazionali. La crescita e l’emancipazione, dal vincolo alla libertà, dallo stadio collettivo a quello individuale, è inevitabilmente segnato da un faticoso processo di autoindividuazione, dalla ricerca di un necessario equilibrio tra gruppo ed autonomia, tra individuo e società, coltivando le molteplici potenzialità creative, per trovare nuovi modi di pensare e vivere altrimenti. In tal senso diviene importante crescere ed educare personalità trasgressive e disubbidienti, capaci di vivere intensamente le passioni della vita, accettando di aprirsi, di soffrire, di mettersi in gioco, rischiando e sbagliando in proprio, assumendosi rischi e responsabilità. Infatti è’ solo l’autenticità della ricca e piena esperienza umana, sempre e comunque potenzialmente rigenerativa e trasformativa, a rappresentare la risorsa fondamentale dell’uomo di tutti i tempi. La sfida è dunque quella di riuscire a viverla nella sua profonda integrità, al fine di generare nuovi valori, in grado di rispondere alle crisi ed ai conflitti della nostra epoca. 

 

update date: 09/11/2007



ALBERTO CESARE AMBESI

Sono d’ imminente uscita, per l’Editrice Hermatena, due testi di questo autore:
“Scienza, arti ed alchimia” e un testo sull’antica religiosità persiana.

update date: 20/06/2007



CONFERENZE STAMPA

Il giorno 8 giugno si è tenuta una conferenza stampa al Palazzo della Provincia di Arezzo, per la prima Edizione di Open Event. Presenti il Sindaco Silvano Materazzi, l’Assessore alla Cultura Avv.Elena Balsimelli, l’Assessore alla cultura della Provincia D.ssa Emanuela Caroti. Ed inoltre Tv e testate giornalistiche locali e regionali. Sono state rilasciate interviste da parte del Direttore artistico M°Francesco Attesti che ha ringraziato gli sponsors, Comune e Provincia e presentato l’ampio programma della manifestazione, da parte dell’organizzatrice D.ssa Roberta Cappellini che ha sottolineato le linee guida dell’Associazione ed infine da parte della cantante mezzo soprano Annika Kaschenz che si è dichiarata onorata di poter cantare non solo pezzi classici durante il concerto di Sabato 30 Giugno con il pianista M°Attesti, ma anche alcune arie del M°Yehudi Wyner  in prima esecuzione assoluta insieme al flautista Gabriele Betti ed alla violinista Brigitte Sulem.

Il giorno 14 Giugno si è tenuta a Firenze presso la prestigiosa sede della Monte dei Paschi una conferenza stampa di presentazione di Open Event 2007. Presenti gli organizzatori,” il pluripremiato M°Yehudi Wyner”  che ha a lungo parlato la sua tournée in Italia e della sua musica, il M° Giuseppe Billoni che ha presentato quelle che sono state definite “le arcane simbologie della sua “pittura cosmica” ed infine la famosissima soprano e Direttrice d’orchestra
Susan Davenny Wyner che, in Italia insieme al marito,  rappresenta per Open Event una preziosa anticipazione della prossima Edizione 2008.  Pubblico e sponsors piacendo infatti, per quanto riguarda la musica si potranno prevedere una serie concerti per orchestra e possibilità di workshops and masterclasses.

update date: 20/06/2007



FRANCESCO ATTESTI E MATTEO GALLI - NUOVA USCITA DISCOGRAFICA

FRANCESCO ATTESTI E MATTEO GALLI - NUOVA USCITA DISCOGRAFICA Francesco Attesti e Matteo Galli, artisti di Open Event, annunciano l’uscita in CD della prima registrazione mondiale assoluta di una versione inedita del Requiem di Giuseppe Verdi. Si tratta di una trascrizione coeva all'originale, che adatta la complessa partitura per un duo strumentale: organo e pianoforte. Questa rarissima versione ha visto la luce nell'ottobre del 1874, a pochi mesi dal debutto della versione originale, avvenuto a Milano il 22 maggio del medesimo anno 1874 sotto la direzione di Giuseppe Verdi. É un lavoro di trascrizione nato con la piena benedizione di Verdi che, per ironia della storia, è stato dimenticato negli archivi fino ad oggi.

Il CD, prodotto da “Le Voci della Cittá”, verrá presentato a Milano nella prestigiosa sede di Palazzo Marino il 19 Settembre prossimo e successivamente verranno effettuate due tournée in Russia e USA. Lo scorso anno, i due artisti hanno presentato questa versione del Requiem in prima esecuzione in tempi moderni in Italia, USA, Olanda e Belgio, ovunque il consenso e l'entusiasmo del pubblico è stato unanime.

update date: 20/06/2007



SUSAN DAVENNY WYNER

SUSAN DAVENNY WYNER Accompagna il marito in Italia M°Yehudi Wyner, una delle più famose, conosciute e pluripremiate direttrici di orchestra e d’opera degli Stati Uniti, Susan Davenny Wyner. La sua presenza alla conferenza stampa del 14 Giugno presso la Monte dei Paschi di Firenze ,ha costituito l’occasione di una piccola anticipazione relativa alla prossima edizione di Open Event 2008. Susan ha parlato della grande potenzialità della musica a livello di comunicazione oltre le barriere linguistiche ed i confini territoriali, strumento di armonia e pace tra i popoli.
Dopo un’iniziale brillante carriera come violinista e poi come soprano, Susan Davenny Wyner ha diretto l’Orchestra Filarmonica di Los Angeles, l’Opera Lirica di Boston, l’Orchestra di Cleveland,ecc. Ha diretto inoltre concerti a New York, Chicago, Boston, Hollywood Bowl, Tanglewood e per la famosa Radio CBS. E’ stata direttrice artistica della Warren Philarmonic Orchestra (Ohio) per dieci anni e dal 2004 è Direttrice del teatro d’opera “Opera Western Reserve”
La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti (The Library of Congress) l’ha scelta come una delle donne più importanti degli ultimi secoli, inserendo la sua biografia in “Women who dare” Almanacco 2003 (Donne che osano) e la televisione statunitense le ha dedicato alcuni speciali documentari sulla sua vita.

update date: 20/06/2007



GIUSEPPE BILLONI

E’ d’imminente uscita presso l’Editrice Hera la raccolta di poesie Il fumo segreto del pittore Giuseppe Billoni, che verrà presentata dal Prof.A.C.Ambesi Venerdì 28 Giugno, alle ore 18, presso la Mostra personale al Chiostro S.Agostino, di Monte San Savino.

update date: 07/06/2007



JAZZ CLUB AREZZO

Dal 1 al 7 agosto si terrà ad Arezzo, organizzato dal Jazz Club, il Summer Jazz Festival, che vedrà la partecipazione di importanti nomi nazionali ed internazionali .

update date: 07/06/2007



JUAN BALADAN-GADEA

Il Maestro di recente rientro dall’Uruguay , nostro ospite al Convegno di Sabato 30 Giugno, ci offrirà un assaggio delle sue ultime composizioni, spiegandone i collegamenti con il mondo della poesia.

update date: 07/06/2007



GIOVANNA GALLI e HENRY NOEL-AUBRY

GIOVANNA GALLI e HENRY NOEL-AUBRY

I due mosaicisti espositori della Mostra sul mosaico contemporaneo in omaggio a Gino Severini, tenutasi a Cortona, Palazzo Casali (26 Agosto-17 Settembre 2006) terranno quest’anno in Francia le seguenti Mostre:

GIOVANNA GALLI: Chapelle Saint-Eman. 11 rue Saint-Eman. CHARTRES. 28000. FRANCE
du 28 Avril au 9 Septembre 2007. du mardi au dimanche de 14h à 18h.
Contact au 02 37 88 05 34.

GIOVANNA GALLI et HENRY-NOEL AUBRY.
Maison de la Musique. Rue Athic. OBERNAI. 67210.FRANCE.
du 11 Août au 2 Septembre 2007.Tous les jours de 14h à 18h.
Contact: 03 88 95 22 72 .

HENRY-NOEL AUBRY: "ARTIMOME" Fort de l'Aiguilette. La Seyne sur Mer. 83. FRANCE.
du 15 Octobre au 3 Novemmbre 2007.
Contact: 06 61 13 25 74

Web-site: www.lamosaique.eu

Saranno di nuovo ospiti di Open Event 2008 con due personali di mosaico contemporaneo, e con uno stage aperto non solo a studenti ma anche agli appassionati di quest’arte.
Le iscrizioni allo Stage si apriranno a partire da gennaio 2008. Per informazioni rivolgersi a: info@open-event.net
Ulteriori dettagli ed aggiornamenti si potranno trovare prossimamente sulle news di questo sito.

update date: 25/05/2007



Visiting Professor presso UCLA (University of California Los Angeles)

Visiting Professor presso UCLA (University of California Los Angeles) Il Prof. Fabrizio Lelli (a destra nella foto) attualmente sta tenendo presso l'ateneo della University of Calofornia di los Angeles lezioni e seminari che si protrarranno fino a fine giugno, sui rapporti tra letteratura ebraica e letteratura italiana nel Rinascimento,. Contemporaneamente in Italia presso la cattedra di ebraistica di Lecce, di cui è ordinario, segue progetti sulla memoria degli ebrei nei campi di transito del Salento, sull'eredita' dell'ebraismo pugliese nell'impero ottomano e sulla letteratura sefardita in Israele.

update date: 25/05/2007



YEHUDI WYNER IN CONCERTO

YEHUDI WYNER IN CONCERTO

Yehudi Wyner, il famoso compositore americano, premio Pulitzer 2006,  sarà in Italia dal 12 giugno per una serie di impegni musicali e concerti tra i quali:
Teatro Paisiello di Lecce (“Miami International Piano Festival ”, 22 Giugno, ore 21,30, pianista
M° Emanuele Arciuli). Il concerto sarà preceduto da una conferenza alle ore 19, presso il Museo Castromediano della città;
Festival Pontino di Sermoneta (30 Giugno, ore 21)
Open Event di Monte San Savino (1 Luglio, ore 21). Al Teatro Verdi  saranno presentati  alcuni pezzi in prima esecuzione assoluta.

Violinista Reine Brigitte; flautista Gabriele Betti. Parteciperà anche la cantante mezzo soprano Annika Kaschenz con un brano in prima esecuzione europea nell’ambito del concerto n.1 del compositore, una messa in musica di una celebre poesia di Herman Hesse.

update date: 25/05/2007